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Le origini del Natale e le sue tradizioni in 5 minuti

Il 25 dicembre è Natale, e fino a qui nulla di nuovo! Ma da dove nasce questa tradizione?

Secondo la religione cristiana il 25 dicembre è il giorno della nascita di Gesù, un giorno di festa condiviso da quasi tutto il mondo occidentale, ma non è sempre stato così.
Nelle sacre scritture, a dire il vero, non è indicata una data precisa e il 25 dicembre è stato è stato stabilito come giorno di festa solo nel IV d.c.

Inizialmente le date attribuite alla nascita di Gesù erano il 20 maggio, il 19 aprile, il 25 marzo, il 17 e il 20 novembre. A cosa si deve quindi la data del 25 dicembre?

Dobbiamo fare un salto indietro, fino all’epoca degli antichi romani. In epoca imperiale dal 17 al 23 dicembre si celebravano i Saturnali. Giorni di festeggiamenti e banchetti in cui i romani erano soliti scambiarsi dei doni.

Nel I secolo a.c. Giulio Cesare istituì il calendario solare, detto anche giuliano (molto simile al nostro calendario, detto Gregoriano da Papa Gregorio XIII). Su suggerimento di Cleopatra, Giulio Cesare si affidò all’astronomo egizio Sosigene di Alessandria per riformare i mesi che scandivano la vita dei romani all’epoca.

Erroneamente, l’astronomo indicò nel 25 dicembre il giorno del solstizio d’inverno, il giorno più corto dell’anno. Sebbene con il solstizio d’inverno, comincino i mesi più freddi dell’anno, questa giornata particolare è sempre stata festeggiata da moltissimi popoli del mondo: è il giorno in cui il sole ricomincia a nascere e ad allungare lentamente la durata delle ore di luce, fino al solstizio d’estate.

Secoli prima dell’arrivo del cristianesimo quindi, tantissimi popoli celebravano la luce e la rinascita dai giorni più bui dell’inverno, proprio a ridosso della data del Natale.

In Scandinavia, i norvegesi, celebravano Yule, dal 21 di dicembre fino a gennaio, in Germania onoravano Odino, a Babilonia 3000 anni a.c. veniva festeggiato il Dio Sole, nella cultura iraniana si festeggiava la Notte Yalda che significa rinascita. E potremmo andare avanti a lungo partendo da Stonehenge fino ad arrivare al Dio Horus in Egitto.

Ma torniamo per un attimo a Roma! Nel 272 Aureliano sconfisse la sua acerrima nemica, La regina della Zenobia del Regno di Palmira (oggi nell’attuale Siria), grazie ad una visione del Sole che lo incitava a non demordere nellimpresa,

Tornato a Roma, nel 274 d.c., istituì il 25 dicembre  la festa del “Dies Natalis Solis Invicti” (che significa “compleanno del sole invincibile”) chiamato anche “Sol Invictus”. Per i romani inoltre cominciava anche il nuovo anno, un nuovo ciclo!

La festa, che chiudeva i Saturnali, divenne via via sempre più importanti e venne tramandata anche dagli imperatori successivi ad Aureliano.     

Anni dopo, l’Imperatore, Costantino dopo aver abbracciato la fede cristiana, nel 330 d.c. trasforma la festa del Sol Invictus nella festa del Natale.

Ma il culto del sole non era così facile da eliminare nella cultura romana, tanto che 130 anni dopo  Papa Leone Magno scriveva: ”E’ così tanto stimata questa religione del Sole che alcuni cristiani, prima di entrare nella basilica di S. Pietro, dopo aver salito la scalinata, si volgono verso il Sole e piegando la testa si inchinano in onore dell’astro fulgente.”

Lo sapevi che?

La leggenda narra che Babbo Natale, o Santa Claus come lo chiamano i paesi anglofoni, prenda ispirazione dal vescovo di Myra in Turchia, San Nicola, le cui reliquie sono conservate in parte a Bari e a Venezia. In olandese il suo nome è Sinterklaas e viene festeggiato il 5 e il 6 dicembre in tantissimi paesi come Olanda, Belgio, Polonia e Francia del nord.
San Nicola era solito portare doni ai bambini ed era rappresentato con l’abito tipico della carica che ricopriva, un lungo mantello rosso e una folta barba bianca.

E l’albero di Natale?

Questa tradizione ha origine nei paesi del nord! Celti e Vichinghi erano soliti tagliare gli abeti con l’avvicinarsi dell’inverno, che venivano portati nelle case e addobbati come buon auspicio per i doni che la primavera avrebbe riportato.

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