Se ti stai chiedendo cosa succede se il cane mangia cioccolato, soprattutto “solo un pezzettino”, capisco benissimo la tentazione di minimizzare. Succede spesso: un attimo di distrazione, una briciola caduta a terra, una fetta di torta lasciata sul tavolo. Il punto è che il cioccolato è pericoloso anche in piccole dosi, e non è un modo di dire: per i cani può diventare un’emergenza vera.
Perché il cioccolato è tossico (anche se a noi non fa niente)
La sostanza che crea il problema si chiama teobromina: è un alcaloide naturale del cacao, e per i cani è difficile da smaltire. Noi la metabolizziamo relativamente in fretta, loro no. Risultato: la teobromina resta in circolo più a lungo, si accumula nel sangue e può raggiungere livelli tossici.
In più, nel cioccolato c’è spesso anche caffeina, che potenzia gli effetti sul sistema nervoso e sul cuore. È come se il corpo del cane ricevesse un “acceleratore” che non riesce a disattivare.
Approfondimento utile: la teobromina è la principale responsabile della tossicità del cacao nei cani.
Non tutto il cioccolato è uguale: cosa cambia davvero
La pericolosità dipende soprattutto dalla quantità di cacao, cioè dalla concentrazione di teobromina.
In pratica:
- Cioccolato fondente: il più rischioso, alta concentrazione di teobromina
- Cioccolato al latte: meno concentrato, ma comunque pericoloso
- Cioccolato bianco: il meno tossico, ma non per questo “sicuro” (può dare disturbi gastrointestinali e spesso è ricco di grassi)
E qui arriva la parte che spiazza: anche dosi piccole possono essere già troppe, soprattutto se il cane è di taglia piccola o se l’ingestione si ripete nel tempo. In alcune stime, pochi grammi di fondente possono bastare per scatenare sintomi importanti, e quantità intorno ai 25 g di fondente possono avvelenare un cane di circa 20 kg. Non serve “mezza tavoletta” per rischiare.
Sintomi: come riconoscere l’avvelenamento da cioccolato
I sintomi possono comparire tra 1 e 4 ore dall’ingestione, ma a volte durano anche più giorni, proprio perché la teobromina viene eliminata lentamente.
Segnali iniziali (dosi basse)
- Vomito e diarrea
- Sete aumentata e pipì più frequente
- Irrequietezza, agitazione, nervosismo
- Spasmi o piccoli scatti muscolari
Quando la situazione peggiora (dosi moderate)
- Tachicardia o battito irregolare (aritmie)
- Tremori più evidenti
- Barcollamento o movimenti strani
- Cambiamenti comportamentali, anche aggressività in alcuni casi
Emergenza (dosi alte)
- Convulsioni
- Collasso, debolezza estrema
- Coma
- Rischio concreto di morte, soprattutto nei cani piccoli
Attenzione: non è solo “cioccolato in tavoletta”
Una cosa che spesso sorprende è che il rischio non arriva solo da una barretta. Molti alimenti contengono cacao in forme diverse:
- torte e brownie
- biscotti e merendine
- creme, farciture, cialde
- gelati o dessert al cacao
Anche se sembrano “leggeri”, possono sommare teobromina e portare a un’intossicazione, specialmente se il cane ci mette il muso più volte.
Cosa fare subito se il cane ha mangiato cioccolato
Qui la regola è semplice: chiama il veterinario immediatamente. Non aspettare i sintomi, perché intervenire presto cambia tutto.
Per aiutare il veterinario, prepara queste informazioni:
- Quanto cioccolato ha mangiato (stima realistica)
- Che tipo (fondente, latte, cacao in polvere, dolce con cacao)
- Peso del cane
- Quando è successo
Evita il fai da te: indurre il vomito o somministrare rimedi casalinghi senza indicazione può peggiorare la situazione. E considera un dettaglio importante: l’ingestione ripetuta è spesso più rischiosa di quella singola, perché la teobromina tende ad accumularsi.
Se c’è una cosa da portare a casa, è questa: il cioccolato non è uno “sgarro”, è un potenziale veleno. E la prevenzione, qui, vale più di qualsiasi cura.




